lunedì 11 marzo 2019

L'ANALISTA DI NICCI FRENCH (NO SPOILER)

L'ANALISTA
di Nicci French



Trama: Il detective Karlsson non riesce a trovare una spiegazione plausibile. Per risalire all'identità della vittima, ha bisogno di un esperto capace di scavare nella mente tormentata di Michelle Doyce, la donna nel cui appartamento è stata fatta la macabra scoperta. Si rivolge quindi alla psicanalista che l'ha già aiutato in precedenza, Frieda Klein, l'unica che sappia addentrarsi nei meandri oscuri dell'animo umano, là dove si annida il male. Frieda sta però attraversando un momento davvero difficile: rischia di essere radiata dall'albo per i suoi metodi poco ortodossi, ed è nel pieno di una crisi sentimentale. Ma il desiderio di decifrare quello che Michelle cerca disperatamente di comunicarle, seppure in modo distorto, è troppo forte e alla fine accetta l'incarico. Finché, nel suo delirio incoerente, Michelle lascia trapelare l'indizio che permette di risolvere l'enigma: il cadavere è quello di tale Robert Poole, esperto truffatore, bravissimo nel conquistarsi la piena fiducia delle vittime prescelte. Indagando in profondità, Frieda e Karlsson scoprono un numero impressionante di persone truffate da Poole. Ognuna di loro aveva un movente più che valido per ucciderlo. Tutti però sembrano voler nascondere qualcosa, nessuno dice la verità; a eccezione della povera, terrorizzata Michelle. E quando il passato torna a minacciare il presente di Frieda, lei stessa si trova in pericolo: perché chi ha deciso di eliminare Poole è determinato a fare altrettanto con lei... 


Recensione: Ho iniziato a leggere questo libro molto fiduciosa. La trama mi attirava tantissimo e forse mi sono fatta aspettative troppo alte.

Frieda è una psicanalista, quindi da questo personaggio mi aspettavo sicurezza, polso fermo, dialoghi di un certo spessore (non parlo di termini complessi tipici dei medici). Invece mi è sembrata per tutto il tempo una ragazzina di 20 anni insicura e quasi annoiata. Il detective chiede più volte se vuole lavorare al caso ma lei sembra che preferisce fare la preziosa e rimanere sempre sull'orlo senza prende realmente una decisione. Forse già da queste righe potete intuire che non ho amato questo personaggio.
Robert Poole viene trovato morto sulla poltrona in un appartamento e una donna, non sana di mente, gli stava offrendo una tazza di te. Per indagare su chi possa averlo ucciso i poliziotti scoprono una lista di nome. 
Un modo semplice per cercare un colpevole. Forse troppo. 
Da quel momento iniziano a indagano e vanno alla ricerca di tutte le persone su quella lista. Naturalmente sembrano tutti colpevoli e pian piano li scagioneranno fino a trovare l'assassino. Forse questa tecnica la posso trovare nei libri degli anni '80 ma oggi stona un po'. Forse il tutto forzato, noioso, nessuno momento di suspanse o vero interesse per il lettore.
Mi spiace ma non posso dare un voto positivo, ho finito il libro in un giorno e mezzo ma non per curiosità. 
Ci vogliono diversi colpi di scena per stupire il lettore ma qui non c'è neanche nell'assassino visto che lo avevo intuito molto prima della fine del libro.
Peccato.


Voto: 1,5/5

Consigliato: No, mi spiace davvero ma ci sono altri libri che meritano molto!

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