martedì 2 aprile 2019

IL SEME DELLA VIOLENZA DI LUDOVICO PAGANELLI (NO SPOILER)

IL SEME DELLA VIOLENZA
di Ludovico Paganelli



Trama: Per quasi tredici anni Margot Blanchard, giovane e affascinante commissario di Polizia in piazza San Sepolcro a Milano, è riuscita a governare con successo le ombre di un passato che minacciano di oscurare la sua felicità conquistata a fatica, coronata dal sogno di arrivare ai vertici delle Forze dell'Ordine e da un matrimonio felice che le ha regalato una splendida bimba, Isabelle. Ma anche per lei il tempo di regolare i conti col passato sembra essere giunto inesorabile. È la Vigilia di Natale nell'anno di Expo e in piazza degli Affari viene pugnalato a morte un uomo. Quella notte incombe sulla città una nebbia fitta e impenetrabile, le strade attorno al centro storico sono deserte e non ci sono testimoni. Sul caso è chiamata a investigare proprio lei. Coadiuvata nell'indagine dall'ispettore Colasanti e dall'agente Mantovani, Margot scopre che la vittima è un certo Mario Pittaluga, consulente finanziario presso l'agenzia di un noto istituto di credito. Parte l'inchiesta ma quello che sembrava il logico movente dell'efferato gesto nasconde verità ben più drammatiche e sono appunto tali verità a travolgere Margot con furia devastante, costringendola a lottare contro i demoni di un passato ormai lontano dal quale però non può più sfuggire.

Recensione: "Una fitta e impenetrabile nebbia invernale avvolge come un'enorme coperta la città di Milano, stretta in una morsa di freddo pungente e umido che ha creato nei dedali delle vie del centro insidiose lastre di ghiaccio lungo i marciapiedi e le strade."

Sono bastate queste tre righe per farmi immergere nella mia Milano. Questa descrizione, così come le altre che ci sono nel libro ti entrano nella pelle, proprio come la nebbia.  Riuscire a far sentire il lettore immerso completamente nella storia, ed esattamente dove vuole lo scrittore non è facile ma qui mi sono trovata subito a mio agio. Camminare tra le vie insieme ai personaggi, "sentire" la città come se fosse casa, vivere i protagonisti e vederli come amici. 
La storia è semplice, come un giallo alla Agatha Christie. Ci troviamo in centro a Milano ed è la sera del 24 dicembre. Un uomo viene ucciso brutalmente e sarà il commissario Margot ad indagare. Scavando nel passato e incontrando i conoscenti di Mario, l'uomo assassinato, ci avviciniamo alla risoluzione del caso.
Può sembrare una storia banale ma non è così, e non cadete assolutamente in questo errore. Secondo me il punto forte sono i personaggi e soprattutto Margot. L'autore si prende il suo tempo per descrivere il commissario, tanto da sentirla come amica, ti fa affezionare, te la fa amare (o odiare a seconda della sensazione che prova il lettore), la conosci così bene che dispiace finire il libro.
Margot ha tante sfaccettature ma anche un passato brutto e difficile, una di quelle cose che nessuna donna dovrebbe provare, ed è proprio quest'ombra che rimane accanto a lei per tutta la storia a farla avvicinare al lettore. Ad un primo impatto sembra una situazione negativa ma andando avanti con le indagini si scopre che proprio il suo passato la spinge ad essere la donna combattiva e decisa che gestisce il caso.
Mario, la vittima. Quante volte pensiamo così di una vittima: "No poverino" Mi spiace che sia morto!" ?
Tantissime volte, se non quasi sempre, ma questa volta no. Quando la polizia apre il vaso di Pandora contenente il passato di quest'uomo, non dispiace che sia morto con 22 coltellate. 
Fermatevi un attimo a pensare. Sapete cosa vuol dire trovare la forza per spingere il coltello 22 volte nel corpo di una persona, non è facile anche perché incontri le ossa e ci vuole sempre più forza e tanta rabbia. Mi sono chiesta del perché Paganelli ha scelto proprio questa morte, così personale, cruda e fredda.
Alla fine ho capito cos'ha spinto la persona a compiere un gesto così estremo. Da condannare certo!
Non sarà facile scoprire l'assassino se non verso la fine, quando la rosa dei personaggi è completa e solo dopo aver capito cos'ha fatto scattare l'assassino a commettere l'omicidio.
In conclusione posso dire che questo è un bel libro, con una scrittura fluida e immergersi nelle parole e nella storia non è difficile.
Mi piacerebbe poter ritrovare Margot e tutti i poliziotti milanesi in un nuovo libro, anche perché io voglio sapere una cosa: nell'ultimo capitolo Margot e il marito dovranno parlare. Come la prende il marito? Cosa succede dopo?
Ho ancora molte domande, voglio sapere ancora troppe cose su questi personaggi.

Voto: 4,5/5
Consigliato: Assolutamente sì! 

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